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Atti del pomeriggio di studio organizzato nel 2013 in occasione del centenario della nascita e del decennale della scomparsa di Paolo Sambin, un maestro dentro le aule universitarie e fuori. Quello che ne emerge è il ritratto di uno studioso e di un uomo al servizio degli altri, impegnato sia nel campo civile (politico e della Resistenza) sia nel mondo ecclesiale. Veniamo a contatto con l’umiltà del cristiano e l’umiltà dell’uomo di scienza, profondamente consapevole della fragilità di ogni nostra indagine – destinata a essere superata, inevitabilmente, dal lavoro di chi seguirà – e, insieme, della sua necessità. Il volume è inoltre arricchito dall’affettuosa intervista rilasciata nell’estate del 1993.
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Prima edizione integrale del memoriale scritto da Giuseppe Gola probabilmente subito dopo la fine del suo rettorato, che può aiutare a capire meglio l'epoca difficile e pericolosa che il rettore Gola, l'Università, l'Italia hanno attraversato negli ultimi anni della seconda guerra mondiale, raccontata da un testimone diretto non privo di passioni. Un'appendice documentaria completa il volume.
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La diffusione, nel XII e XIII secolo, delle opere di Aristotele nelle università e nelle cerchie d’alta cultura dell’Occidente europeo promosse una svolta densa d’implicazioni e di conseguenze nella storia della civiltà del medioevo. Avanzarono conoscenze della medicina, dell’astronomia e delle matematiche, discipline che nel giro di qualche decennio, sotto il nome di filosofia o filosofia naturale, entrarono a far parte degli insegnamenti impartiti nelle facoltà universitarie delle arti, e questa trasformazione interessò anche l’ambiente dello Studio di Padova. I saggi riuniti in questo volume riguardano grandi esponenti della cultura del Tre e del Quattrocento, che furono collegati in modi diversi con l’università di Padova e con le sue tradizioni di ricerca e insegnamento.
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EsauritoCatalogo delle testimonianze araldiche di scolari dello Studio patavino variamente distribuite nelle chiese e nei palazzi padovani di cui sino ad oggi si conosceva solo vagamente l’esistenza.
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Fin dai primi secoli dell'insegnamento universitario a Padova, fra gli allievi figurano studenti istriani, che testimoniano la continuità dei rapporti fra l'Istria e l'Università patavina. In particolare durante il dominio della Serenissima (1601-1797), gli scolari istriani che volevano frequentare corsi universitari erano obbligati, in quanto sudditi veneti, a frequentare lo Studio padovano, unica università della Repubblica. Al di là del suo valore storico-documentario questo volume vuol essere un giusto e doveroso riconoscimento della fitta trama di relazioni culturali che nel corso dei secoli si è venuta costituendo fra l'Università di Padova e le popolazioni dell'Istria e di Fiume.
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Designare un medico come «monarca della medicina» significava riconoscergli un ruolo eminente tra tutti gli altri medici. I documenti editi e soprattutto i manoscritti delle opere di Marsilio Santasofia hanno permesso di fissare il catalogo delle sue opere e di seguirne la produzione, la tradizione e la diffusione. Marsilio concentrò la sua attività sui commenti ai due testi fondamentali dell’insegnamento universitario della medicina, l’Articella, i cui principali testi sono la Tegni di Galeno e gli Aphorismi di Ippocrate, e il Canone di Avicenna. E furono proprio queste opere esegetiche a creare la sua fama, che dall’Italia si diffuse quasi subito nelle università d’oltralpe.
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Attraverso la ricerca delle correlazioni e delle intersezioni tra la dimensione sacrale e il paesaggio naturale, si è voluto riflettere su come le più profonde esperienze dell'arte e del sacro si siano intrecciate, nei secoli, con la geografia fisica di siti ed elementi naturalistici. I luoghi non sono semplicemente "là fuori": entrano nella psiche, la modellano, ne sono a loro volta trasformati. La memoria dei corpi, le risonanze affettive, le esperienze di meraviglia o di trauma, la dimensione onirica e visionaria fanno del paesaggio un crocevia in cui si intrecciano vita psichica e storia, biografia individuale e vicende collettive. La prospettiva del sacro, evocata e declinata in modi differenti dagli autori del volume, consente di portare alla luce una dimensione ulteriore di questo intreccio. Scritti di Marcello Barison, Riccardo Caldura, don Gennaro Cicchese, Roberto Masiero, Annalisa Metta, Danilo Riponti, Silvano Tagliagambe, Federico Lucchetta
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"Scrivere, qui, è stato soprattutto un modo per restare dentro ciò che accade mentre accade. Dentro ciò che si incrina senza fare rumore. Dentro ciò che passa e, eppure, lascia traccia. Non c’è una forma unica in quello che segue. Ci sono persone. Luoghi. Ritorni. Interruzioni. Dettagli che normalmente non avrebbero diritto di restare. Un gesto. Una frase. Una scarpa fuori posto.Una memoria che riemerge senza chiedere permesso". Dalla Premessa dell'autore
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Il volume raccoglie gli interventi dell'incontro tenuto a Padova nel 2023 per ricordare l'uomo e lo studioso, organizzato dall'Ente Petrarca in accordo con l'Accademia Galileiana e il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari. In Appendice il discorso che nel 1997 Pastore Stocchi tenne nell’Accademia Patavina per l’inaugurazione del suo 399° anno di attività: discorso mai più ripubblicato e poco noto, nel quale si può riconoscere la sterminata cultura, la cordialità dell’argomentare e quasi il timbro della voce di chi lo scrisse e pronunciò.
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Il sito di Shahdad, nel margine occidentale del deserto di Lut, è stato uno dei principali centri culturali dell'Iran durante l'Età del Bronzo. I reperti qui raccolti offrono un ritratto dell'organizzazione sociale, religiosa e politica che ha caratterizzato le comunità del sud est dell'Iran nel terzo millennio prima di Cristo. Tra tutti i reperti del sito, le statue antropomorfe di argilla qui analizzate hanno un ruolo particolarmente significativa: ci aiutano a studiare la comprensione del mondo e la vita spirituale delle popolazioni di questo periodo.
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Il volume valorizza e promuove il patrimonio culturale, artistico e ambientale della regione ponendo attenzione sui siti Unesco e sui quattro capoluoghi di provincia. La traccia suggerita per accompagnare il lettore è l’acqua, declinata nelle sue diverse forme (il mare, il fiume, il lago, il carsismo, la neve). È un percorso affascinante che dal mare alla montagna percorre itinerari noti e meno noti, all’insegna della sostenibilità, dell’inclusione e della natura.
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Il volume raccoglie gli atti del convegno internazionale svoltosi a Marostica il 4 novembre 2023, in occasione del 470° anniversario della nascita di Prospero Alpini (1553-1617), figura di spicco della medicina e della botanica rinascimentale, e propone un ricco percorso di riflessione sull’opera e sull’eredità scientifica di Alpini, con particolare attenzione al tema del viaggio e della trasmissione del sapere tra Europa e Oriente. Un’opera corale che, con rigore e passione, restituisce la complessità di un sapere che attraversa secoli e continenti, continuando a stimolare ricerca, memoria e dialogo.
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Sfogliando il libro appare chiara la simpatia dell'autrice per l'impressionismo, per quella voluta imprecisione che è più facile ottenere con i tratti di un pennello che con gli automatismi di una fotocamera, soggetta alle leggi dell'ottica e della meccanica. Le grandi ispiratrici di queste fotografie sono la luce, le ombre, il movimento; e anche le immagini più astratte non sono mai realizzate in atelier.
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Il volume raccoglie 20 anni di fotografie, divisi in due sezioni: l'avifauna da un lato e gli scatti naturali e urbani dall'altro.
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La vita difficile di un ragazzo prima e di un uomo poi tra guerra, emigrazione e l’orgoglio di farcela.
Non è soltanto un racconto autobiografico: è un manifesto di valori.
In ogni pagina emerge la centralità della famiglia, il rispetto delle radici, la dignità del lavoro, la fede nella possibilità di costruire una società più giusta.














