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Attraverso la ricerca delle correlazioni e delle intersezioni tra la dimensione sacrale e il paesaggio naturale, si è voluto riflettere su come le più profonde esperienze dell'arte e del sacro si siano intrecciate, nei secoli, con la geografia fisica di siti ed elementi naturalistici. I luoghi non sono semplicemente "là fuori": entrano nella psiche, la modellano, ne sono a loro volta trasformati. La memoria dei corpi, le risonanze affettive, le esperienze di meraviglia o di trauma, la dimensione onirica e visionaria fanno del paesaggio un crocevia in cui si intrecciano vita psichica e storia, biografia individuale e vicende collettive. La prospettiva del sacro, evocata e declinata in modi differenti dagli autori del volume, consente di portare alla luce una dimensione ulteriore di questo intreccio. Scritti di Marcello Barison, Riccardo Caldura, don Gennaro Cicchese, Roberto Masiero, Annalisa Metta, Danilo Riponti, Silvano Tagliagambe, Federico Lucchetta
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La storia di un marangone (falegname) diventato disegnatore di edifici, ville, chiese e campanili: grosso modo quello che si è soliti definire un proto o architetto. Di lui esiste memoria solo grazie ai documenti, vergati da qualche notaio o scrivano. Eppure, il paesaggio e le “belle contrade” sono opera di un numero incalcolabile di “artefici” che nessuno conosce: pensiamo solo alle 800 ville venete del trevigiano e alle centinaia di parrocchiali: ad eccezione di alcune, le altre chi le avrà progettate e costruite?
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Questo testo rappresenta il tentativo di rendere accessibile ciò che per molto tempo poteva essere trasmesso solo attraverso l’esempio, senza basi teoriche e storiche. Approfondire il tema anche dal punto di vista storico oltre che della tecnica, è invece un passo necessario per iniziare un processo di recupero culturale di un’arte sempre più rara. Con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
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Studio dedicato al completamento architettonico del XIX secolo della fabbrica di San Nicolò (la chiesa più grande della città di Treviso), che si configura come diretta continuazione storica, architettonica e 'materiale' del cantiere trecentesco lasciato interrotto dalla comunità domenicana.
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EsauritoUna rigorosa indagine storica-architettonica su un edificio medievale immeritatamente ancora poco conosciuto.




