• Attraverso la ricerca delle correlazioni e delle intersezioni tra la dimensione sacrale e il paesaggio naturale, si è voluto riflettere su come le più profonde esperienze dell'arte e del sacro si siano intrecciate, nei secoli, con la geografia fisica di siti ed elementi naturalistici. I luoghi non sono semplicemente "là fuori": entrano nella psiche, la modellano, ne sono a loro volta trasformati. La memoria dei corpi, le risonanze affettive, le esperienze di meraviglia o di trauma, la dimensione onirica e visionaria fanno del paesaggio un crocevia in cui si intrecciano vita psichica e storia, biografia individuale e vicende collettive. La prospettiva del sacro, evocata e declinata in modi differenti dagli autori del volume, consente di portare alla luce una dimensione ulteriore di questo intreccio. Scritti di Marcello Barison, Riccardo Caldura, don Gennaro Cicchese, Marcello Ghilardi, Federico Lucchetta, Roberto Masiero, Annalisa Metta, Danilo Riponti, Silvano Tagliagambe  
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    Primo volume della neonata collana editoriale intitolata "Storia, etica e società". Sulla scorta di documenti inediti, l'autore dà conto dell'impegno profuso dai liberi muratori per la soluzione italiana della questione di Trieste, trovatasi in bilico, alla conclusione del confilitto, fra i mondi capitalista occidentale e comunista russo. Vengono illustrate le modalità complesse attraverso cui i triestini in grembiule si compattarono una volta ripristinata la libertà. Membri del Grande Oriente e di un troncone di Piazza del Gesù fecero qui ciò che fu impossibile replicare a livello nazionale, ossia superare invidie e discordie in nome dell'obiettivo comune: rivendicare l'italianità di una zona contesa. Viene altresì offerta una disanima chiara ed esaustiva delle manovre per realizzare l'ambizioso progetto di installare una Gran Loggia su un territorio privo di corpi massonici riconosciuti.
  • Il contributo a quattro mani si pone l’obiettivo di dimostrare come il diritto di autodeterminazione sia una piena facoltà esercitabile da ogni singolo, come tale diritto non si possa subordinare a nessuna condizione e che lo Stato non possa ostacolarlo, salvo negare le proprie fondamenta. 
  • In margine al Convegno del Centro di Studi Filosofici di Gallarate dell'11-13 aprile 1996. Per Addenda: dalle carte della «Protologia» e due lettere di Vicenzo Gioberti, 1842-1851.
  • Un saggio sulla parabola del successo e sulla funzione del critico nello scorcio di un grande pensatore. Tradotto e arricchito dalle note di un riconosciuto studioso del filosofo danese.
  • Atti del convegno che ha affrontato pressoché tutti i temi ‘forti’ del positivismo riguardanti il nesso tra scienza e filosofia: antropologia, psicologia, biologia, pedagogia, al fine di offrire una visione organica e articolata della scuola padovana, che aveva al suo centro il maggior esponente italiano della filosofia positivistica, Roberto Ardigò. In conclusione, il volume apporta un contributo originale e innovativo alla storia culturale perché dimostra che la vittoria del neoidealismo sul positivismo, già in pieno svolgimento nell’età giolittiana per opera di Croce e Gentile, non fu così lineare ed esaustiva.
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