• "Scrivere, qui, è stato soprattutto un modo per restare dentro ciò che accade mentre accade. Dentro ciò che si incrina senza fare rumore. Dentro ciò che passa e, eppure, lascia traccia. Non c’è una forma unica in quello che segue. Ci sono persone. Luoghi. Ritorni. Interruzioni. Dettagli che normalmente non avrebbero diritto di restare. Un gesto. Una frase. Una scarpa fuori posto.Una memoria che riemerge senza chiedere permesso". Dalla Premessa dell'autore
  • Le vicende dei due studioli di Federico da Montefeltro si intrecciano profondamente nella mente di chi oggi li ammira in un omaggio alla bellezza e alla cultura con cui furono intessuti negli ultimi decenni del XV secolo. Quello di Urbino è pressoché intatto, mentre quello di Gubbio è approdato un’ottantina di anni nel più prestigioso museo di New York, e al suo posto ha preso vita una copia fedelissima. Le pagine del volume, rendendo onore alle tante qualificate esegesi di molti studiosi ricordati nella bibliografia, cercano di ricostruire i motivi di continuità e di originalità dei due studioli, segnalando i viluppi tematici impressi nei meravigliosi intarsi, testimonianze oltremodo preziose del gusto e del pensiero rinascimentale che unitamente al loro valore hanno arricchito gli orizzonti culturali e artistici delle civiltà successive.
  • Nella straordinaria fioritura rinascimentale dei virtuosi della tarsia lignea prospettica che operarono tra il 1430 e il 1540 circa nei confini del Rinascimento italiano, l’opera del benedettino olivetano fra Giovanni da Verona splende per maturità ed omogeneità. Impose stili e contenuti visivi di assoluta novità e coerenza e arricchì le comunità del suo Ordine di magnifici cori e arredi lignei: «preghiere di legno» di struggente religiosità, ordite con sapienza nel dominio dello spazio e con sicura grafia. Ebbe frequentazioni artistiche di altissimo livello, a sua volta dette vita ad una vera e propria scuola olivetana di intarsiatori. Seconda edizione ampliata e arricchita.
  • Esaurito
    Contributo alla conoscenza della produzione della ceramica che ha avuto luogo nel quartiere ceramico di Padova, Ponte di Brenta, durante l’intero arco temporale della sua esistenza, fino alla sua estinzione tra gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso.
  • Esaurito
    Un vademecum dedicato ad un irrinunciabile capitolo del patrimonio artistico universale, che coagula con eccezionale pregnanza visiva lo spirito del committente, il duca Federico da Montefeltro e le caldissime pulsioni culturali ed artistiche del Rinascimento.
  • fascicolo-notiziario di aggiornamento bibliografico su studi storico-artistici-archivistici e sul restauro e l’antiquariato ligneo.
  • Omaggio all’altissima maestria lignaria di fra Giovanni da Verona e dei suoi confratelli intagliatori e intarsiatori attraverso l’analisi del coro, del leggio e della biblioteca dell’abbazia benedettina di Monte Oliveto Maggiore.
  • Questo testo rappresenta il tentativo di rendere accessibile ciò che per molto tempo poteva essere trasmesso solo attraverso l’esempio, senza basi teoriche e storiche. Approfondire il tema anche dal punto di vista storico oltre che della tecnica, è invece un passo necessario per iniziare un processo di recupero culturale di un’arte sempre più rara. Con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
  • Esaurito
    Lorenzo e Cristoforo «Canozi» da Lendinara divulgarono nell’alta Italia, tra il 1460 e il 1490, una poetica assolutamente originale dell’arte dell’intarsio. Il loro stile spoglio, essenziale, devoto ai canoni di Piero della Francesca fu applicato ed esaltato nei cori di Modena, Padova, Parma, negli armadi della sagrestia del Santo (Padova), e dei consorziali parmensi.
  • Esaurito
    La riscoperta di una delle più significative personalità della miniatura padovana degli ultimi decenni del Quattrocento e del primo Cinquecento.
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